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DAL 1990 ALLA PROMOZIONE IN SERIE A

baseball storiche 55Alcuni giocatori importanti lasciano per far spazio alle nuove generazioni dei Campaci, degli Schiesaro, dei Pasqualini e dei Previato e nel 1991 arriva da Sacramento (CA), con l’incarico di allenatore-giocatore John Gianulias il primo di una dinastia di “Californian Dream Man” che faranno la differenza nel baseball rodigino sino ai giorni nostri: Mark Peracchi, Nathan Cardella, Paul Cardelli, Dennis Peters, Nick Nosti ed il pitching coach Robert “Bob” Brandi.
Gianulias dà la sua impronta al gioco del Rovigo dando anche un grosso contributo in attacco battendo alla stratosferica media di 480 (per dovere di cronaca si segnala che Gianulias è stato superato solo nel 2010 da Nick Nosti arrivato a 526 millesimi, n.d.r.)! Peccato duri solo una stagione l’esperienza rodigina del californiano. Il Rovigo comunque continua a far crescere nuovi giovani ed a disputare buoni campionati. Bisognerà però attendere l’era del presidente Domenico Moschetto per iniziare a vedere una programmazione veramente concreta che porterà il BSC Rovigo a fare quel salto di qualità mancato fino a quel momento. Per la prima volta si decide di cambiare radicalmente registro e si inizia a battere la “pista cubana”. Nel 1996 arriva Vladimir Cabellero Torres, cubano di Parlam Soriano, che da vero tecnico professionista inizia il suo lavoro insegnando tecnica e tattica del baseball.
Dopo due stagioni di gestione Torres, nel 1998, arriva l’uomo che, completando il lavoro del suo predecessore, porterà il Baseball Rovigo al top. Da Pinar del Rio arriva infatti Fidel Gutierrez Reinoso il manager che ancora oggi guida i rossoblu. Con Fidel si inizia un percorso che vedrà il Rovigo in continua crescita tanto da arrivare, nel campionato 1999, a conquistare finalmente la serie B, questa volta quella vera! A farne le spese ancora una volta gli eterni rivali del Bellamio Padova che alla penultima giornata cedono il passo ad un Rovigo lanciato verso la serie cadetta. Iniziano così i festeggiamenti di una stagione speciale, una stagione che aveva visto il rientro di Lucio Taschin dopo gli anni passati a girovagare tra serie A1, A2 e B sui “diamanti” di Bologna, Parma, Padova, Buttrio, Novara e Godo. Il 1999 vede l’arrivo anche di un altro “guru” del baseball, quel Bob Brandi coach dei lanciatori rossoblu che, fino a qualche stagione fa, ha forgiato generazioni di pitcher. I suoi consigli sono stati seguiti dai lanciatori più esperti come da quelli più giovani e desiderosi d’imparare ed i risultati degli ultimi tempi sono sotto gli occhi di tutti.
Inizia quindi una nuova avventura per il Baseball Softball Club Rovigo, targato “ILCEA”, nell’impegnativo Campionato Nazionale di serie B. Un obiettivo prestigioso è stato raggiunto grazie al lavoro d’equipe di dirigenti, tecnici e giocatori.
storica1Serietà, programmazione, ambiente familiare e amore per lo sport, questi gli assi nella manica del Baseball e Softball Club Rovigo ormai divenuto, a ragione, ambiente di aggregazione per centinaia di ragazzi e ragazze. Ragazzi e ragazze che riescono sempre a mettersi in luce a tutti i livelli, regionale e nazionale (non dimentichiamoci la finale Allievi del 2005 dove i ragazzi di Paolo Rondina conquistarono una storica medaglia d’argento nella finale nazionale persa con il San Giacomo Nettuno Baseball o i numerosi piazzamenti dell’Under 21, nelle ultime stagioni, sempre tra le prime 10 squadre d’Italia, n.d.r) e che riescono a rimpinguare la bacheca societaria sempre con numerosi trofei.
Torniamo ai primi anni nella serie cadetta, anni un po’ difficili per gli uomini di Reinoso e Brandi, ma grazie alla maturazione dei giovani del vivaio ed all’arrivo di stranieri di qualità come: gli statunitensi Nick Di Ponio, Jason Maiella e Chris Carbonaro, i canadesi Michael Girimonte, John Cosentino e Sean Di Feo, o gli argentini Facundo Rabaiotti e Lucas Montalbetti e senza dimenticare il dominicano Enmanuel Herrera, negli ultimi campionati l’ILCEA ha saputo volare sempre molto alto fino a conquistare i play off nella stagione 2009.storica2
Nel campionato 2006 succede un piccolo terremoto: dopo otto stagioni Fidel Gutierrez Reinoso resta a Cuba e viene sostituito dalla Federazione cubana con Alberto Cuè Suarez, pure lui di Pinar del Rio ed amico di lunga data di Reinoso. Suarez dà la sua impronta alla squadra ma contemporaneamente è abile nel proseguire nel lungo lavoro di costruzione intrapreso dal suo predecessore. Grazie ad un abile gioco diplomatico di tutta la dirigenza oltre che a Suarez, nel 2007, si è avuto il graditissimo ritorno di Reinoso, che appena rientrato a Rovigo si è dato subito da fare per riprendere il lavoro interrotto un anno prima. Nella stagione successiva, Fidel Gutierrez Reinoso rimane ancora una volta a Cuba e la Federazione caraibica invia a Rovigo un altro tecnico di prestigio: Rodolfo Parra Contino. Con quest’ultimo prosegue la scuola di Pinar del Rio e di conseguenza resta il medesimo filo conduttore impostato nelle ultime stagioni che hanno visto l’ILCEA sfiorare la zona play off.
La stagione 2009, come detto, sarà quella della svolta. Rodolfo Parra Contino viene inviato a Pastrengo ed a Rovigo torna ancora una volta Reinoso che andrà a completare lo staff tecnico composto da Suarez, Brandi e dal coach padovano Maurizio Sera al quale viene affidato anche il compito di guidare l’Under 21, incarico che ricopre tutt’oggi. La prima squadra si rinforza notevolmente con l’arrivo dal Castelfranco Veneto dei lanciatori Salviato e Paccagnan, del catcher italo-dominicano Baccelli e dell’esterno venezuelano Carlos Guevara. A questi ex Dragons si aggiungono l’altro pitcher Andrea Pellegrini, ex Rimini, e l’esperto esterno Marco Tomasetti proveniente dagli Steelers Vicenza. Gli ingredienti per una grande stagione ci sono tutti. Il 26 aprile la nuova ILCEA debutta a Sasso Marconi con due vittorie. Nel turno successivo è un’altra squadra Bolognese, il Longbridge 2000, a doversi inchinare allo strapotere dei rossoblu. La striscia positiva si interromperà solo alla 4ª giornata quando al “Plebiscito” di Padova, in gara 1, gli uomini di Reinoso perderanno, per un solo punto, il loro primo match stagionale. L’ILCEA è squadra di buona fattura e nel derby giocato in notturna si riprende immediatamente la rivincita imponendosi con un netto 9 a 4. A Fine maggio arrivano le due vittorie con il San Lorenzo Isontino seguite da un altro pareggio a Poviglio. Nel turno successivo arriva la doppia vittoria con i New Black Panters di Ronchi dei Legionari prima dello scontro clou con l’ICM Ponte di Piave nell’ultima del girone di ritorno. Questa però non è
squadra che si fa facilmente intimidire ed in riva al Piave arriva un altro pareggio che accontenta un po’ tutti.
Inizia il girone di ritorno ed i rossoblu proseguono la loro marcia trionfale senza intoppi nelle prime tre giornate del girone di ritorno. Salta il derby con i cugini patavini per il maltempo e poi arrivano due vittorie colte in riva all’Isonzo in casa del San Lorenzo prima della consueta pausa agostana. Si riprende il 6 settembre ospitando il Poviglio ed arrivano altre due vittorie ed altre due ne arrivano nel turno successivo nella trasferta di Ronchi dei Legionari.
storica4Sembra una marcia trionfale! Nonostante tutto però la prima posizione non è ancora assicurata in quanto il Ponte di Piave mantiene un ruolino di marcia pressoché identico a quello dell’ILCEA. Nemmeno lo scontro diretto riesce a risolvere la sfida tra polesani e trevigiani che infatti si dividono equamente la posta in palio. Diventa allora decisivo il recupero con i cugini del Tommasin Padova. Si gioca in un assolato mercoledì pomeriggio di fine settembre. La posta in palio è alta. L’ILCEA si è già assicurata, per la prima volta nella sua storia da quando disputa il campionato di serie B, i play off e vincendo il derby si garantirebbe anche la prima piazza. Sulla tribuna del “Plebiscito”, si aggira anche un nervosissimo “Giaguaro” Miani, manager del Ponte di Piave direttamente interessato alla sfida. E’ sufficiente giocare solo il primo incontro, l’ILCEA un po’ svuotata perde 6 a 2. Addio primo posto e addio Juve ’98 Torino. Gli avversari con i quali ci si giocherà la promozione saranno i parmigiani dello Junior, squadra temibilissima vincitrice del girone A, girone con il quale si incroceranno le sorti della stagione.
La sfida allo Junior Parma, da giocarsi al meglio dei cinque incontri, prende il via da Rovigo. L’Old Field di via Bramante, nel caldo week end che vede in città la presenza di diverse migliaia di Alpini triveneti arrivati per celebrare il loro Raduno, è gremito e la tensione e l’entusiasmo è davvero alle stelle. Un mix esplosivo che purtroppo taglia le gambe ai rossoblu che perdono malamente la gara programmata per il sabato pomeriggio. La notte però porta consiglio e la domenica mattina scende sul “diamante” un’ILCEA ben diversa da quella vista solo il pomeriggio precedente, molto più brillante ed efficace tanto da riuscire a riportare la serie in parità. Serie che nel week end successivo si trasferisce a Parma. Teatro dell’evento è lo Stadio “Tullio Massera”. Gara 3 è molto tirata e viene risolta a favore dell’ILCEA da un grande slam di Carlos Guevara che scatena le reazioni di giocatori e pubblico parmigiani che accusano il forte esterno venezuelano di comportamento antisportivo nel compiere il giro “d’onore” sulle basi!?!?
La domenica mattina la tensione è alle stelle. La Gazzetta di Parma, nell’articolo dedicato alla sfida, accende ancor di più le polemiche contribuendo a non stemperare i toni. In Gara 4 succede un po’ di tutto, anzi succede molto di quello che è contrario ai principi dello sport corretto. I fatti accaduti in campo e le parole volate sugli spalti lasciano una lungo strascico di polemiche. Per la cronaca, comunque, lo Junior Parma s’impone nettamente portando la serie sul 2 a 2. A questo punto resta da giocare solo la sfida del pomeriggio. Chi vince è in serie A2! Chi perde, il prossimo anno, giocherà ancora in serie B! Fortunatamente, i rossoblu, sfoderano una delle migliori prestazioni della loro storia giocando una partita tecnicamente e tatticamente perfetta! La serie A2 diventa finalmente realtà!

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